Inserito da: clementinaolga | 26 Maggio 2009

pino marittimo

guardo il cielo. e poi il mare. il mare a 10 cm dai miei piedi. l’azzurro e grigio dei sassi sul fondo, le macchie scure, le increspature della brezza.

guardo il cielo ed il mare. tocco il cielo ed il mare. me li mangio e li annuso.

ho lasciato il computer acceso, su in casa sul tavolo. il computer acceso, gli armadi aperti, le idee confuse. il cielo ed il mare mi stavano chiamando. Continua a leggere…

Inserito da: clementinaolga | 12 Maggio 2009

musica, maestro

Genova si vende in piazza, si mette sul mercato. Genova dà la cera ai suoi ori, lucida le gemme dei suoi tesori.

Note di De Andrè risuonano da palazzo ducale ai negozi in giro, foto, libri, rassegne.

Ne approfitteranno anche la Philip Morris e la Marlboro, di tutte le belle istantanee del compianto Fabrizio, sguardo scostante e immancabile sigaretta tra le labbra.

Mostre, spettacoli, conferenze.

Ci manca solo il premier che strimpella ” bocca di rosa” all’onore della labbra rifatte di qualche velina e abbiamo tutto.

Allo spettacolo entro un po’scettica un po’ distante, sola, protetta entrando tra la ciarliera folla del pubblico dal mio casco nero.

Eppure in fondo curiosa, non vedo l’ora che il buio del sipario lasci solo per me il tutto tondo delle note.

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Inserito da: clementinaolga | 11 Marzo 2009

come santino

tutti seduti, in gabbia.

tutti comodi, a sbocconcellare noccioline. a grattarsi la testa. a spulciarsi l’un l’altro.

espressione sospesa, bighellonnando nello zoo, pallida imitazione di madre natura.

gli scimpanzè come noi tutti, un pò annichiliti, abituati forse nel tempo alle foto dei curiosi, alle battute sempre uguali, alla libertà che si ferma contro le sbarre.

non è così male, ingrassati e pigri, ci dimentichiamo di aver potuto scegliere di arrampicari più su, in cima ai rami, lontano da chi passava sotto, vicino al sole, a catturare i frutti migliori della nostra terra.

santino però ha smesso di ciarlare con noi, non si diverte più in posa per i turisti dello zoo. rimescola nella sua testona pelosa strani ricordi prima confusi, ora vividi e prepotenti.

raccoglie le pietre santino, le pietre come bandiere, pietre come parole.

lasciateci la nostra vita al di là del sipario, lasciateci liberi, liberi di nascere e morire, di riprodurci e giocare, amare e oziare senza il muso di uno spettatore a frugare nelle nostre pieghe quotidiane.

chi lo spiega a santino, chi lo racconta a darwin che l’uomo è sceso dalla luna per immergersi nel GF?

(per la cronaca:  santino)

Inserito da: clementinaolga | 8 Marzo 2009

pomeriggio di ozio

c’è una pozza in giardino, di acqua melmosa e freschissima. la pioggia l’ha riempita, il sole la estingue.

la prigione del mio corpo, pesante, greve, lo sguardo che filtra in spazi ulteriori, naviga sulle onde della luce, rimbalza sui riflessi dell’acqua.

come gioca, un cardellino, bellissimo, concentrato sugli spruzzi piacevoli della pozza.

come è lento il mio passo, nervoso, incerto. incespica, ritorna a passare sugli stessi mattoni, si ferma, riprende.

l’uccellino indugia, nel piacere assoluto di un momento. lo guardo, inseguita dal correre delle mie ore.

vola via, ora il cielo lo nasconde ai miei occhi.

c’è uno stagno limaccioso, inerte. c’è una sorgente tra le frasche, forse la posso scoprire. posso nutrire lo stagno di nuova linfa dalla terra. posso alzarmi e volare via.

Inserito da: clementinaolga | 2 Marzo 2009

onda

un’onda violenta.

una forza sottile, ma terribile, immensa.

le sue parole, le sue vibrazioni.

poi l’acqua refluisce, quasi si fosse sbagliata.

tramortita, ancora affannata, frastornata, resta immobile un pò,

aspetta che l’acqua scorra giù dal corpo

mentre, appoggiata alla spiaggia, ferita dalla forza dell acqua irruente come lei,

si stupisce

e sente il dolore e la rabbia.

un’onda ha portato nuovi cocci sulla riva, ha distrutto un castello di sabbia.

una donna si alza, la sua voce roca tentenna, ma sa di nuovo cantare. più forte, più piena, a coprire il rumore del mare.

un’onda, violenta, s’infrange. ma la donna ha imparato a nuotare.

Inserito da: clementinaolga | 1 Marzo 2009

vita, morte, facebook

che cartone animato sei?

da dove origina il tuo cognome?

la tua professione ideale?

fede ti invita a rispondere al quiz. ignoro.

fede corre con la moto nelle strade d’africa.nel sole, secco, la polvere del deserto che gratta la gola.

sul mio terrazzo c’e’ la pioggia, oggi, sento la terra che manda sospiri pesanti.

la pioggia, il mare, lenti e fuori tempo, oggi.

ciao dott., c’e’ scritto ora sulla bacheca.

C ha mal di testa, F lavora e non ne ha voglia, B ha passato un’ottima serata, P si sente poetico.

scorre la vita, sulla vetrina di facebook.

la sabbia d’africa scorre tra le mie dita, non la posso tenere. forse se tendessi le mani fuori dal riparo, di pioggia si ispessirebbe, resterebbe appiccicta alle dita.

spulcio ancora, profili e frasi, foto e commenti.

il minuscolo viso di un neonato, le sue pieghe di stupore, e noi alla finestra, nascosti a guardare. i nostri saluti a mamma e papa’, il vestito da sposa, il sorriso raggiante in cima alla vetta.

la rabbia per uno sgarbo, il mio malumore, le tue battute.

briciole di noi, in vetrina su facebook.

briciole di uomini, donne, bambini e animali. briciole di vita.

e di morte.

fede ci sorride, dalla foto del suo profilo.

ma le mani ho spalancato, il vento si e’ portato via la sabbia d’africa.

fede e’ morto davvero, lenti e laconici si susseguono i messaggi sulla sua bacheca. sussurri, come una processione incredula.

un mondo parallelo perverso che scruta quello vero? forse non solo, oggi non credo.

la vita, raccontata su facebook, la morte, anche, oggi.

Inserito da: clementinaolga | 23 Febbraio 2009

help me ronda

euforia, capelli lunghi, pelle abbronzata.

improbabili fustacci, gnocche tettone. california.

questo facevano salire su per le budella i ritmi allegri e spavaldi dei beach boys.

euforia, onnipotenza urlata inieme alle cassette registrate “live” da una radio accesa…orrore e succulenza dell’adolescenza.

solo ora però, con la maturità e l’esperienza, capisco.

precursori della modernità, i beach boys. Continua a leggere…

Inserito da: clementinaolga | 20 Febbraio 2009

jordi

Vengo da un paese che mi sembra simile a questo vostro. Anche là, l’erba verde dei prati, le strade di asfalto caldissimo d’estate, gli universi intravisti nelle finestre delle case di fronte. Gli uomini, le donne.
Mi chiamano Jordi, ma il mio nome non so più come suona, ho perso il rumore del treno che sferraglia, il ritmo lento del respiro di Abel mentre dorme.
Nomi, e volti, compaiono nella mia pagina, la sfoglio lentamente, mi piace il profumo della memoria. Continua a leggere…

Inserito da: clementinaolga | 4 Febbraio 2009

udine

anche oggi il minestrone dell’orrore è servito, la sarabanda delle news è ricca, repubblica e il giornale, vespa, santoro e la gruber (in allegra compagnia di tette finte, labbra rifatte, riportoni laccati) il tutto spennellato da mascara e fondotinita, tirature eccezionali ed approfondimenti con l’esperto.

in un anestetizzante crescendo di smorfie di orrore passivo e guardone, con la severità di chi prende le distanze, condanna e si interroga, spilucchiamo tra l’offerta del giorno: stupratori da zecchino d’oro, disgraziati che danno fuoco ad un uomo, processi, droga. sul coro si stagliano eccellenti assolo, voci che feriscono, a condanna di mani assassine (ma quali, sua eccellenza?)

lontano, lassù nella neve di udine spero che un papà non guardi, per l’ennesima volta questo levarsi di scudi ipocriti, spero non senta l’affannoso sovrapporsi di banalità così povere e così stupide, così lontane a contribuire alla chiarezza di regole che eluana ci sta chiedendo. lei e troppi insieme a lei.

spero che un papà possa trovare una viuzza deserta, magari sotto i portici di piazza della Libertà, un metro di aria piccante dell’inverno, spero che le tracce dei suoi passi nella neve siano lasciate sole, fino che fiocchi freschi e leggeri le avranno riempite di nuovo.

spero che lontano da questa ribalta scabrosa possa piangere, possa separarsi da un destino interrotto a metà, disperarsi e inveire contro un destino davvero disumano.

mi piacerebbe anche che sentisse il caldo dell’abbraccio di tante mamme e papà, l’orgoglio di tanti figli e figlie. che ricevesse i grazie, grazie per aver chiesto a testa alta, aperamente quello che ogni giorno, da aosta a mazara del vallo, in vaticano come a san marino viene fatto nel silenzio complice, nel tacito accordo, nell’ombra. per paura di affrontare l’esercito di ipocrisia e assoggettamento che si leva compatto, mentre tra le inutili lenzuola di cliniche surreali, eluana è stata costretta a rimanere, non con noi, non con dio.

spero che domani non vedremo più in televisione un papà con il viso solcato dal dolore. il dolore di un papà che vede nascere e poi morire il sorriso della sua figlia potrà forse finalmente rimanere senza le spiegazioni e le petulanti intepretazioni, potrà rimanere così, tremendo, inspiegabile, umano.

Inserito da: clementinaolga | 18 Gennaio 2009

la luna

strana è la notte, quando è troppo buio nel cielo.

fuori il freddo, il silenzio dell’inverno.

esco, indovino a tentoni lo spazio intorno. eppure lo so, i muri e le case, gli alberi, le macchine, persino un’inutile cabina del telefono.

tutto ha coperto la neve, senza chiedere permesso. Continua a leggere…

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