squarci urbani
3 04 2008condomini grigi.
macchine, in coda, parcheggiate, autobus arancioni e la gente sopra, con le teste che ballonzolano a ritmo.
la merce in svendita, nei brutti negozi.
non mi va nemmeno di accelerare, lascio il motore a bassi regimi, la strada mi passa sotto le gomme senza fatica, nè particolare sensazione.
lo sfondo monotono che mi circonda è quasi una triste iconografia delle nostre periferie di città asfissiate.
ma un attimo, una macchia rosa, come un copia e incolla impazzito da uno scenario lontano.
foglie verdi chiaro. l’isolata esplosione primaverile, sfacciata, spontanea, sorpresa. mi commuovo quasi, l’implacabile bellezza che fa breccia, anche qui, inattesa. (no- già mi insidiano suggerimenti maligni - non era la pubblicità della gazzetta dello sport, dietro al bidone della spazzatura)
vorrei fissare negli occhi questo contrasto, speranza che si fa vera, covata per tutto l’inverno.
ma se non mi rigiro a rimirare la linea di mezzeria, in mezzo alle teste ciondolanti sull’87 ci starà la mia, stampata tra i due fari del bus.
la primavera urbana ha i suoi rischi. che meraviglia.
la primavera urbana è sfacciata, esuberante, dirompente, appunto perché appare nel grigiore della periferia
oggi nel grigiore della periferia la moto ha deciso di non ripartire.
ecco che la primavera mi ha fatto venire l’allergia.
si tratta solo di manutenzione. oppure è rimasta ferma a lungo.
la primavera urbana stupisce, sembra strano che d’improvviso arrivi il colore… e per fortuna arriva. la natura vince nonostante le diavolerie (e le cavolate e ogni genere di immondizia) che produce l’uomo.
saluti
dio degli allergici, abbi pietà di noi!