neve, poi l’arena di verona
5 05 2008la neve, la mattina presto, ancora dura e secca, mentre si stropiccia ai primi raggi del sole, si sgrana sotto il passo lento e regolare, sotto lo sci che avanza, lungo le spalle pazienti del ghiacciaio.
solo questo rumorino, crac crac, sotto i miei piedi, osservo le mie gambe, che avanzano, una poi l’altra. e il mio fiato, un pò troppo affaticato, un pò troppo all’inseguimento del cuore.
non si sentono intorno le nuvole che rade si sfilacciano per tutto il cielo, fino a dove si vede, non le vette di roccia che ci osservano, piccoli, un uomo e una donna, che ci arrampichiamo lenti sulla salita immacolata, forti dei nostri gore tex, dgli sci in carbonio, degli attacchi in titanio.
non fa fruscii l’erba che può riprendere a crescere, dove la neve si è sciolta. Leggi il seguito di questo post »
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