iperprotezione

30 04 2008

domenica scorsa una folla immensa si è radunata nella superlativa chiesa di renzo piano per l’esposizione della salma di padre pio. anzi, san padre pio.

numeri impressionanti, ma si sa, il fascino di una salma può essere inspiegabilmente irresistibile.

una cos ami chiedo: i resti del santo sono stati esposti protetti da una teca speciale, in vetro antiproiettile.

ma non era già morto il corpo esposto?

o mi vorranno dire che avevano tenuto padre pio vivo per 30 anni nella cripta della chiesa?

misteri della fede.





porco day

14 09 2007

avevo soprasseduto al propinare un banale commento delle ormai quotidiane uscite dei nostri prelati.

mi stavo abituando all’idea che in seconda pagina dei nostri quotidiani campeggi la diatriba sulla messa in latino.

che la notizia più intrigante del tiggì sia quella del meteo.

ma per fortuna, dopo il family day, ecco che dalle file del nostro illustre parlamento esce una nuova proposta. il porco day.

suona male? vagamente assonante con l’esclamazione che sarà venuta in mente a molti, nel sentire che non abbiamo più bisogno di scherzi a parte: le migliori vaccate le riceviamo spontanemente sui nostri schermi, basta pagare il canone rai e lo stipendio dell’onorevole Calderoli.

io per lo spiedo proporrei lui, che mi sembra parente prossimo di una porchetta nostrana. una mela (verde, così fa tinta con la cravatta) in bocca e un bel ramo di alloro conficcato come bandiera.

e poi dicono che per far crescere l’italia servono nuove idee…se questa si può chiamare idea, si salvi chi può





ikecologico

12 09 2007

premetto che non piu’ tardi di una settimana fa ho riempito la macchina di sedie, mobiletti, gdgets imperdibili comperati in quel di ikea. niente di preconcetto, dunque.

gli autobus della città sono foderati di immagini svedesi, ammiccanti cataloghi con nomi impronunciabili dedicati a pouffs di forme fantasiose, tazze e scaffali.

bambini biondi sorridono in questi salottini luminosi, accomodandosi su cuscini colorati, sotto lo sgurado di nordiche mamme serafiche.

il medesimo catalogo mi è stato recapitato aggratis a casa. a me, come ad altre, immagino, quantità di famiglie italiane.

pagine e pagine di foto, i soliti divani “ektorp”, prezzi imbattibili sbandierati. già conosciamo, grazie. ce lo possiamo vedere online, il cataologo.

ma con che logica, dopo aver sprecato bilioni di kili di carta, mi costringono a restituire l’alberello di natale dopo l’uso? che quando in svezia si vedono arrivare l’ennesima carrata di abeti gli viene un picco di angoscia.

allora meglio ricevere quel bel libercolo sulla vita del berlusca: la carta era anche di miglior fattura (la classe non è acqua!)e le storie all’interno avvincenti e commoventi, degne del miglior De Amicis.

e poi ci parlano del “caro scuola”: che il cartaceo abbia ancora un prezzo fa davvero notizia.