premetto che non piu’ tardi di una settimana fa ho riempito la macchina di sedie, mobiletti, gdgets imperdibili comperati in quel di ikea. niente di preconcetto, dunque.
gli autobus della città sono foderati di immagini svedesi, ammiccanti cataloghi con nomi impronunciabili dedicati a pouffs di forme fantasiose, tazze e scaffali.
bambini biondi sorridono in questi salottini luminosi, accomodandosi su cuscini colorati, sotto lo sgurado di nordiche mamme serafiche.
il medesimo catalogo mi è stato recapitato aggratis a casa. a me, come ad altre, immagino, quantità di famiglie italiane.
pagine e pagine di foto, i soliti divani “ektorp”, prezzi imbattibili sbandierati. già conosciamo, grazie. ce lo possiamo vedere online, il cataologo.
ma con che logica, dopo aver sprecato bilioni di kili di carta, mi costringono a restituire l’alberello di natale dopo l’uso? che quando in svezia si vedono arrivare l’ennesima carrata di abeti gli viene un picco di angoscia.
allora meglio ricevere quel bel libercolo sulla vita del berlusca: la carta era anche di miglior fattura (la classe non è acqua!)e le storie all’interno avvincenti e commoventi, degne del miglior De Amicis.
e poi ci parlano del “caro scuola”: che il cartaceo abbia ancora un prezzo fa davvero notizia.