Pubblicato da: clementinaolga | 22 agosto 2007

pacifista?

esco di casa, mi allaccio la cintura di sicurezza. non ho bevuto (bè, sono le 8 di mattina, comunque ci tenevo a precisarlo).

procedo a 50 km/h, ligia e remigia. sorrido persino ai passanti, lascio pasare i pedoni sulle striscie. anche in caso siano preti. o rastamen. o colletti bianchi.

dopo due giorni di pioggia tropicale la natura rifiata, sprazzi di sole. annuso l’aria umida del mattino, quasi contenta di percorrere la strada verso l’ospedale.

in testa l’eco dei soliti mugugni con cui abbiamo condito una pasta al pesto con amici (nel segno della tradizione genovese!) su questa nostra italia dei comici e dei genî, degli impuniti e dei privilegiati, delle parolone e della truffe quotidiane.

Mi accodo, semaforo rosso. Dietro di me, un prof di un altro reparto, lo riconosco. Davanti, forse sarà un paziente, forse invece l’omino che aggiusta le macchinette del caffè.

Veloce, da in fondo alla via, arriva una macchina della polizia, elegantemente supera la fila, si mette a cavallo della carreggiata.

(anni fa, per la stessa identica manovra, mia madre aveva vinto una salaccata di multa, n.d.r.)

scatta il verde. la gazzella scarica una prima rombante, 10 L di benzina gentilmente offerta dal contribuente, si arrampica su marciapiede di fronte, freno a mano. scende il paladino della repubblica, il difensore del cittadino, si aggiusta il cavallo dei pantaloni. entra nel bar, per un doveroso caffè.

le bandierine della pace perdono colore, nella mia testa, per un attimo vorrei accelerare e schiantarmi contro questa inutile arroganza. vorrei poter togliermi il prurito di manifestare il fastidio irrefrenabile che suscita nel cittadino moderatamente (dis-)onesto l’esercizio di un potere meschino.

metto la freccia, svolto verso l’ingresso dell’ospedale. ricaccio giù a fatica i pregiudizi, i luoghi comuni con cui mi ostino a combattere.

credo ancora di potermi stizzire con il facile sommario relegare i singoli in categorie etichettate…ma, chissà dovrò invece dar retta a chi dice che i gatti neri (…e le suore) portino rogna.

per fortuna, comunque, nè l’uno nè le altre mi attraversano la strada, stamattina.

a tutte le forze dell’ordine e agli occupanti dei C.S.O.A. una radiosa giornata

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Responses

  1. C’è chi può e chi non può.

    sigh…

  2. ma la donatella vuoi mettere la pericolosità????

    stasera siamo alla festa dell’unità-umidità-disunità, vi unite?

    baci

    Marza


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