Pubblicato da: clementinaolga | 1 marzo 2008

nebbia

è alta e spessa, la nuvola di salmastro, il mare arrabbiato la scaglia contro gli scogli, contro i pochi passanti che si avventurano a sfidare il ruggito delle onde.

una nebbia di mare, l’aria pesante, i colori smorzati.

vedo sagome, più che persone, indistinte, in movimenti simili e lenti.  passanti solitari, piccoli cani.

c’è una coppia per mano, nel silenzio, l’unico che parla, oggi, è il mare.

nebbie, nebbie che si addensavano lungo un fiume, nella pianura. anche allora, il freddo che si insinua tra le maglie e poi dentro, sotto la pelle, attraverso le vene.

passi, lenti o veloci, all’unisono, quattro gambe che si muovono insieme, il respiro che si condensa allegro, e poi svanisce.

che differenza c’era, in quelle nebbie continentali, misteriose e impalpabili?

provo a ritrovarle, oggi, ma nelle mani trovo cristalli di sale. trovo il profumo dell’acqua, la promessa di orizzonti infinti, qui davanti a me.

poi apro gli occhi, inspiro, e con un soffio da spegnere 100 candeline, la nebbia si è dissolta.

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