Pubblicato da: clementinaolga | 27 luglio 2008

seduta

sono seduta a prua della barca, le gambe penzoloni, in un rincorsa infinita verso gli spruzzi sollevati dall’incedere dello scafo.

ogni onda potrebbe essere quella buona, allungo l’alluce, il piede, la gamba. ma l’acqua già si flette, e si schianta di nuovo a mescolarsi nel mare, da dove era guizzata su.

sono seduta a prua, agrappata con tenacia al candeliere, desiderosa e terrorizzata di scivolare in acqua. scorre l’acqua pulita, veloce, sotto di me, scorrono pensieri fantastici di bambina.

anche oggi, sono seduta, seduta sul sedile di un treno, fuori niente acqua, ma la canicola padana. lascio che gli scrolloni del vagone aiutino ad assestare i pensieri che si accavallano, come le onde, gli uni subito sopra gli altri. immagini, recenti e remote, si incrociano e sovrapongono, in mosaici fluidi.

seduta in una sala d’aspetto, mi alzo sperando che la macchinetta del caffè distribuisca dolci speranze, non pozioni amare.

mi alzo, sento le gambe pronte, ora potrei fare un bel salto, al di là della prua, raggiungere gli spruzzi più lontani, riuscirei forse, mettendocela tutta, a spingere i piedi sull’acqua, allungare due falcate, prima di lasciarmi avvolgere dalla schiuma salata. mi porterei così, come in un lungo salto da olimpiadi, in mezzo alla massa uguale e irriproducibile del mare. sentirei solo il rumore dell’acqua, il suo silenzio, nel tempo in cui là sotto, lascerei che l’acqua mi riporti a galla.

mi alzo, ma le gambe sono un pò appesantite. mi alzo, e dalla finestra sporca di trascuratezza della sala d’apetto, cerco il mare, al di là.

sono seduta, un tavolo, molta carta, un computer.

anche questo è il mio mare, oggi.

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Responses

  1. “sono seduta, un tavolo, molta carta, un computer”.
    Questo ti permette di viaggiare in economia…
    La tua prosa/poesia qui è molto bilanciata, ci sta bene.

  2. sai quante volte torna in mente anche a me quella sensazione di fiato in gola per la profondità del mare sotto, di voglia di saltare, di essere assorta dal ritmo costante e infinito delle stesse pieghe dell’acqua, con gli stessi rumori, gli stessi colori blu che diventa bianco della schiuma dell’onda …

  3. come Leonardo di Caprio sul Titanic?

  4. una versione nostrana…e per fortuna noi non siamo colati a picco!!!!:-)

  5. Il mare e la vita di tutti i giorni.
    In entrambi i casi mondi che sarebbe bello affrontare con un balzo, accettandone i rischi


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