Pubblicato da: clementinaolga | 25 ottobre 2008

viaggio

d’inverno la mattina è sempre così. buio, dentro la stanza e fuori.

nessuna differenza al di qua e al di là della tapparella.

insisto a sbattere le palpebre, come se potessero tergere via le nuvole sparse, potessero far girare più veloce la terra, per ricevere i primi raggi del sole.

mi muovo di soppiatto. ogni gesto è attento, misurato.
gesti quotidiani, vestirsi, mettere nella borsa i pezzetti di me, della casa, brandelli, appendici.

eppure, ora, potrei accendere la radio, potrei parlare a voce alta, altissima, tra me e me.

nessuno dorme, ancora, da nessuno devo scivolare via silenziosa.

eppure, accosto piano il portone, guardinga, mi affretto su per la strada. complice l’alba pigra di novembre.

l’asfalto è lucido, estraneo. la gomma delle suole aderisce, poi si piega con il passo, con un leggero mugolio si alza, e riparte, alla falcata successiva. destro, sinistro, destro, sinistro. prendo un ritmo lento, ma implacabile. una marcia.

sento il profumo che conosco, che è il mio, del mio mattino. stamattina è pungente, mi risveglia, mentre ancora mi lascio avvolgere dal ricordo delle stanze, mentre la luce non mi smaschera, ancora.

provo inspirarlo più che posso, questo profumo, riempirmi di fragranza. poi te lo porto, lo soffierò piano piano, come una brezza che appena potrai percepire.

cammino e mi sporco le scarpe di sabbia, si appiccica, fredda, umida.

lascerò che un pò resti lì, parte delle mie gambe ormai. così che sia tu a staccarla, carezzandola via.

cammino, guidata dal sapore salmastro di questa buia mattina, cammino lenta, ma potrò fare un lungo viaggio fino a te.

cammino mentre il mare mi sfida con garbo, l’acqua che hai conosciuto, bagna i pantaloni, li rende pesanti, freddi. li porterò perchè tu possa toccare il mare silenzioso d’autunno. sarò io, non il ricordo.

ora lo sento, il rumore delle onde. il vento suona i rami, che cantano per me, questa mattina.

apro gli occhi, il sole li ferisce. è giorno, ora mi alzo. aspettami. forse non è ancora oggi il giorno in cui inizio il mio viaggio.

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Responses

  1. leggere mi porta a tanti discorsi fatti….a tante partenze per posti vicini e lontani….

  2. onirico!! molto bello

  3. La nostra vita diventa molto ricca, quando si osservano e si gustano tutti i momenti più semplici, come sai fare tu. Ci vogliono un buono spirito di osservazione e un’intelligenza non comune che – volendo sembrare banali – si può anche chiamare sensibilità. Soffermarsi su queste cose ci aiuta a non farci ingoiare dalla frenesia. Lo definirei: un post “sensazionevole” 😉


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