Pubblicato da: clementinaolga | 8 dicembre 2008

dioc’è

credo che abbiano ragione, quelli che si prendono la briga di fermarsi in autostrada, tirare fuori lo spray bianco (o nero, dipende) e informare i clienti di autostrade per l’italia che tra 100 m c’e’ una piazzola per la sosta e che DIO C’E’.

mentre per anni ho pensato e timidamente sostenuto il contrario, devo giungere alla conclusione onesta che hanno ragione loro. ora ho le prove.

state a vedere.

ho perso le chiavi della moto per l’emozione di avere imboccato pietro (e non aver ricevuto l’orrido miscuglio che gli stavo propinando sputato in faccia)

sono tornata a casa (che, giusto per la cronaca è a circa 45 min dal punto dove avevo lasciato il motociclo)per prendere le chiavi di scorta.

mi sono accorta che mi era rimasto in tasca un plico di prezioni documenti della mamma del pupo di cui sopra.

glieli ho riportati.

ho dimenticato il cell mettendolo in carica a casa dei miei.

giunta di nuovo a casa, dopo cena, ho notato, con orrore, di non avere le chiavi.

mi sono arrampicata sulla grondaia e non sono morta (1° prova che dioc’e’)ho smontato un vetro della finestra, mi sono tagliata una mano.

ho ritrovato le chiavi sul tavolo in cucina (2° prova che dioc’e’)

dopo un buon sonno, ho recuperato il cellulare e ho scroccato un buon caffè al babbo (3° prova che dioc’e’ – il caffè scroccato, intendo)

sono andata a barcellona, dove mi hanno borseggiato. furto totale: 50 centesimi di euro, il dolore per la borsa perduta, il dolore per il portafogli perduto.

le carte di credito, la patente, il tesserino dell’ordine dei medici, la tessera di arcaplanet, quella del supemercato, quella del centro cartucce ricaricabili, di skira e di decathlon…saranno prontamente sostituite. nella carta d’identità, poi, avevo una foto inguardabile. ora mi faccio una lampada in preparazione alla denuncia dai caramba.

non mi sono arresa.
ho comperato il vetro da sostituire, e’ inverno, anche lungo il mare.

l’ho messo
in posizione. mi sono girata per prendere lo stucco. per la a me ignota legge della gravità dei corpi, il vetro si è mosso verso il basso, rompendosi contro la mia mano.

cerotto. poi respiro e conto fino a dieci. tappo la finestra con un cartone.

mi giro.

se non mi si fosse casualmente rotta la macchina foto ardirei allegare un’immagine. ma forse meglio così. guardate con me.

sul mare d’inverno si sta spegnendo l’ultimo mozzicone ardente di sole, nel cielo arancio, ci sono le striscettine più gialle lasciate dagli aerei, i profili delle montagne sono scurissimi e nitidi. inebriante, il silenzio mi riempie gli occhi.

ve l’avevo deto, dioc’è.

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Responses

  1. ehm…mi piace questo ottimismo. C’è chi l’avrebbe presa diversamente.

  2. dio c’è ma anche Murphy non si assenta mai.


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