Pubblicato da: clementinaolga | 4 febbraio 2009

udine

anche oggi il minestrone dell’orrore è servito, la sarabanda delle news è ricca, repubblica e il giornale, vespa, santoro e la gruber (in allegra compagnia di tette finte, labbra rifatte, riportoni laccati) il tutto spennellato da mascara e fondotinita, tirature eccezionali ed approfondimenti con l’esperto.

in un anestetizzante crescendo di smorfie di orrore passivo e guardone, con la severità di chi prende le distanze, condanna e si interroga, spilucchiamo tra l’offerta del giorno: stupratori da zecchino d’oro, disgraziati che danno fuoco ad un uomo, processi, droga. sul coro si stagliano eccellenti assolo, voci che feriscono, a condanna di mani assassine (ma quali, sua eccellenza?)

lontano, lassù nella neve di udine spero che un papà non guardi, per l’ennesima volta questo levarsi di scudi ipocriti, spero non senta l’affannoso sovrapporsi di banalità così povere e così stupide, così lontane a contribuire alla chiarezza di regole che eluana ci sta chiedendo. lei e troppi insieme a lei.

spero che un papà possa trovare una viuzza deserta, magari sotto i portici di piazza della Libertà, un metro di aria piccante dell’inverno, spero che le tracce dei suoi passi nella neve siano lasciate sole, fino che fiocchi freschi e leggeri le avranno riempite di nuovo.

spero che lontano da questa ribalta scabrosa possa piangere, possa separarsi da un destino interrotto a metà, disperarsi e inveire contro un destino davvero disumano.

mi piacerebbe anche che sentisse il caldo dell’abbraccio di tante mamme e papà, l’orgoglio di tanti figli e figlie. che ricevesse i grazie, grazie per aver chiesto a testa alta, aperamente quello che ogni giorno, da aosta a mazara del vallo, in vaticano come a san marino viene fatto nel silenzio complice, nel tacito accordo, nell’ombra. per paura di affrontare l’esercito di ipocrisia e assoggettamento che si leva compatto, mentre tra le inutili lenzuola di cliniche surreali, eluana è stata costretta a rimanere, non con noi, non con dio.

spero che domani non vedremo più in televisione un papà con il viso solcato dal dolore. il dolore di un papà che vede nascere e poi morire il sorriso della sua figlia potrà forse finalmente rimanere senza le spiegazioni e le petulanti intepretazioni, potrà rimanere così, tremendo, inspiegabile, umano.

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Responses

  1. http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/saviano-scuse-beppino/saviano-scuse-beppino.html


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