Pubblicato da: clementinaolga | 29 luglio 2009

olachettal

si, lo so, non si scrive così. ma lasciatemi tempo.

ola, ola, ola. cammino lungo il corridoio, incorcio facce, capelli neri, grigi, biondi, tinti o naturali.

incrocio persone in pigiama, infermieri in divisa, medici che ciarlano verso un caffè.

li guardo, europei, indiani o cinesi, mi sfilano a fianco, unici, anonimi.

percorro il mio nuovo mondo in compagnia dei miei pensieri, di un serbatoio di facce conosciute che vedo solo io, abbottono il mio camice, sitemo le penne nel taschino.

ginecologia, nefrologia…avanti, avanti. neonatologia, cardiologia, si susseguono i reparti.

poi la cappella, il luogo di dio.

dopo, la psichiatria e le tossicodipendenze.

se anche dio si arrende, l’ultima spiaggia.

suono.

sono la doctora nueva, ola che tal?

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