Pubblicato da: clementinaolga | 12 ottobre 2009

una mattina

mi infilo nella notte a capofitto, sento il brusio impreciso dei meccanismi dell abic ronzare sempre più forte, mentre la spingo lungo l’afsalto.

pedalo, pedalo, poi mi lascio scorrere, come un salmone controcorrente.

ma la notte è già mattino, il ritmo dei motori pulsa ormai deciso, su e giù per la trama dasfalto, intorno a me.

colo giù dalla calle Urgell, pervasa da un profumo caraibico di canapa indiana. c’è gente mattiniera, sotto ogni punto di vista. inspiro, per pacificarmi con il giorno a venire.

vecchiette che armeggiano carrelli della spesa futristici, giganti, multifunzione. l’equivalente casalingo della Hummer.

le supero, in una gimcana, cinesi e catalane, pedalo, inseguita da un soddisfatto cinquantenne, in sella ad una bici pieghevole che vale 10 mesi di affitto.

semafori, rombo di motori. le sudamericane con il mocio, padrone per mezz’ora, nel silenzio degli uffici ancora vuoti. le osservo, mentre sembrano in vetrina, la luce lì dentro accesa, il buio nella strada.

profumo di caffè, e tabacco. uomini con la voce incrostata dalla prima ducados, si appogiano al bancone del bar, ingollano un cortado, poi riprendono il volo. nuove rotte migratorie, tra casa e lavoro.

non mi fermo, io. il loro vociare mi scivola accanto, già inseguo il prossimo semaforo verde, in fondo alla rambla, simbolo della catalunya dei turisti, e dei catalani.

pochi  i turisti la mattina, resistono quelli che hanno tirato mattina, oscillando per il marciapiede. gli spazzini li spostano, quasi, con le loro ramazze enormi, la divisa, a scacciare da terra i segni di un’altra notte di birre ed eccessi.

la bici solleva le foglie passando, alcune scricchiolano sotto al mio passaggio.

e sono già passata, più in fondo, oltre il braccio teso di Colombo, immobile, istancabile a fissare la sua America.

in fondo c’è il mare, che mi aspetta anche qui.

il mio mare, le stesse onde, tranquille, hanno attraversato il mediterraneo, affrontato il golfo del leone e le sue furie, per ritrovarci qui, a raccontarci di questo nuovo approdo. io con le mie parole, loro con il sapore salmastro degli scogli di sori.

c’è un uomo, qui accanto. la pelle scura, i ricci maghrebini. il mare è anche suo, nella brezza di questa mattina. gli porta l’eco di un suk, il profumo del tè alla menta.

questa mattina ci siamo risvegliati in questa nuova città. io, con la mia bici in prestito, lui, gelatina in testa, giacca in pelle.

io, con il mio futuro disegnato in mente e la scorta di pesto in frigo, lui, tony manero degli anni 2000, con ai piedi le inequivocabili ciabatte marocchine.

un mattina, così, nella pancia della barcellona che conquisto a colpi di pedale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: