trofie al…peso

Quando ce vo’, ce vo’.
Uno resiste, cerca di tenersi dentro le proprie sofferenze.
Poi, cercando conforto in una telefonata amica, invece ti senti pungere sul vivo.
E cosi’, mio malgrado, mi vedo costretta a molestare tutti per punirne uno.
Anzi, una.
Ma mi perdonerete, non potevo resistere alla provocazione! Ancora una volta, eccomi alla tastiera.
Insomma, mi sono attrezzata alla costruzione di un blog, ho scelto il nome, la foto da mettere in sottofondo.
E basta, a dire il vero.
Che poi non e’ molto, se penso che il nome e’ uguale a quello della mail (piccole tattiche di protezione verso le insidie della demenza precoce)e che avevo un paio di foto disponibili, di cui una rappresentava i miei atletici genitori in bicicletta, e non potevo certo usarla, in quanto gia’ concesso il copyright per il sito di un ospizio di lusso.
Insomma, trattasi di delusioni.
Quando ti accorgi che il genoa aveva comprato le partite in campionato.
Quando ti rendi conto che anche la mamma evade le tasse. (non la mia, evidentemente. no, dico per dire, mamma, lo so che non e’ vero. pensavo solo a uno scontrino mancato, quel 1/2 kilo di zucchine vendute in nero…)
Quando il tuo relatore di tesi legge il giornale mentre tu ti squagli di sudore acido per l’agitazione.
E poi oggi, mentre addentavo con godimento la splendida untuosa focaccia di recco di tossini ho realizzato che dalle stesse mani, che credevo fatate, uscivano i piatti avvelenati, pagati caro prezzo,che mi hanno regalato l’ultima notte insonne.
Trofie al pesto imbevute di calce, l’aspetto accattivante e familiare insieme, con l’aiuto della patata (il tubero, ndr) messa li’, a incoraggiare il palato. Ma dentro nascondevano un cuore di mercurio, o forse cadmio.
Come hanno potuto, funestare cosi’ il mio giorno di uscita in paese????come ricostruiro’ la mia cieca fiducia nella tradizione culinaria nostrana?
Mi si e’ interrotta la salivazione, e forse avrei anche un po’ pianto.
Poteva andare peggio,
essere strinata dal gelato di cavassa.(citazioni riservate ai levantini, sorry)
Disgrazie estive…
Gli alberi delle nostre puglie ne sanno qualcosina, senza poterci ridere troppo su.
Un umido afoso saluto
P

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