vischio e dintorni

seduta davanti alla tastiera di un pc, ore 16:55, di
sabato 31.
fuori dalla porta il reparto, non e’ facilissimo
partorire un pensiero augurale per il 2006.
forse non e’ del tutto necessario farlo, direte, forse
la maggior parte di voi avrebbe fin preferito non
avere la solita caterva di mail da cestinare al
rientro da vacanze invidiabili; ma mi pareva un valido
stratagemma per arrivare alle 20:00.
l’alternativa e’ finire, goccin goccetto l’ottimo
spumante brut (elegantemente fornito dalla
sottoscritta) che abbiamo stappato un’oretta fa, con
la dottoressa di guardia della mattina…

due giorni fa – forse tre, mah – ho restituito al
mittente il mio boyfriend, affidandolo alle braccia
sicure della delta airlines.
aeroporto di malpensa, international departures.
non siamo riusciti a convincere la signorina del
check-in –
signorina-dottoressa-110ellodeall’universita’ e una
carogna che fa luce di stare li’ a smazzare i
passaporti degli avventori- che siamo in grado d
raggiungere il gate da soli. no.
in un battibaleno si materializza un’altra signorina,
quella dei servizi dell’aeroporto, che non procura
“servizietti” ai clienti, tranquilli (e meno male,
viste le fattezze della tipa) ma si accalappia il
disabile e portarlo sano e salvo all’ aereo diventa la
sua missione.
la signorina mi sorride con la stessa espressivita’ di
un panda con l’alzheimer, credendo che sia io quella
che necessita di aiuto.
ora, io posso anche avere una faccia che meriti un
approfondimento diagnostico, ma tra me e uno che gira
su una sedia a rotelle sfido chiunque a indicarmi il
disabile. vabe’.
la seguiamo. se avessa la scritta follow-me sulla
giacca sarebbe perfetta. destinazione: sala amica.
che un po’ mi ricorda posti tipo “villa ridente”,
agghiacciante pensionato dove alloggiano matti e
mentecatti sperso in qualche campagna.
ma perche’ scelgono questi nomi?
la sala amica e’ una sorta di “area ecologica”
dell’aeroporto dove vengono raccolti disabili di varia
natura, e da li’ smistati ai rispettivi aerei, in
modo, io credo, che la gente “normale” (normale come
il cazzone che ha progettato quest’idea)li veda il
meno possibile.
con la certezza di lasciarlo ad un destino tanto
nobile, saluto Lorenzo. La signorina ci guarda, forse
e’ anche un po’ commossa.
non avevo previsto, giuro, una scena di alto erotismo
da mettere in atto al momento del commiato, ma il
sorriso languido tenerone della nostra guida mi ha
reso imbarazzante anche resitituire un timido bacio
sulla guancia.
forse dovevo baciare anche lei, secondo la
aeroporti-di-milano-s.p.a.?
a chi di voi non si bacera’ sulle soglie della sala
amica, a chi esagerera’, sfoderando il mitico rametto
di vischio – per il vero trash si consiglia vischio in
plastica riciclata 100%, con bacche staccabili – e
anche, perdio, a chi non si bacera’ per niente…un
abbraccio e un bacio disinibito a tutti
buon anno!
P

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